Mark O’Leary- Şenol Küçükyildirim – Murat Çopur – Can Ömer Uygan / Snow

Genre: Free Jazz, Jazz Rock

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Mark O’Leary is probably Ireland’s best known modern jazz/experimental guitarist, travelling around the globe and playing with local musicians. His music covers wide areas such as jazz fusion, experimental improvisational music and Nordic folk songs.

From “Snow” titled album with blue mountain, covered by snow on the cover one can expect Nordic airy jazz with folksy tunes, but that would be a mistake. O’Leary’s “Snow” is based on Turkish Nobel Prize winner Orhan Pamuk’s novel “Snow”, a story about a journalist marooned in a small mountain area town, covered by snow. A story about personal freedom and herd brutality rules, so there is a lot of tension and drama in this album’s music.

Recorded during the same Turkish sessions with local jazz trio as O’Leary’s previous album, “Live In Istanbul”, “Snow” sounds close to its predecessor. Terje Rypdal influenced slow, even lazy processed guitar sounds build ambient soundscapes, filled with ascetic percussion, bass and impressionistic touches of trumpet, scented by minimalist electronic effects. All six compositions sound more like one long soundtrack, full of silent sadness and tension.

Using the same dynamic structure formula as on the previous album – starting from a very laid back music and then increasing tension, sound and drama step by step, “Snow” demonstrates faster changes that makes it more alive and attractive. In combination with the nervous dark atmosphere this music is hardly a nice ambient-related lounge sound, more like the excellent soundtrack to a documentary from this tragedy’s place.
Review by Snobb


Released January 6, 2011

Bass, Electronics – Murat Çopur
Drums – Şenol Küçükyıldırım
Guitar – Mark O’Leary*
Trumpet, Electronics – Can Ömer Uygan

Recorded Peyote, Istanbul Oct 2008
Mixing and Post Production Donncha Moynihan at The Hub Studio Cork.
All compositions O’Leary (IMRO), Küçükyıldırım, Çopur, Uygan

Dark Ambient Orchestra – Into the Night

Genre: Dark Ambient

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Dark Ambient Orchestra – Into the Night

Nel corso degli anni il collettivo Dark Ambient Orchestra ha dimostrato di saper passare con eleganza attraverso i sottogeneri dell’elettronica e dell’Ambient Music.

Dopo i primi 4 album più marcatamente Dark Ambient, sono passati al “Drumbient”, parola da loro coniata per definire una contaminazione tra Ambient Music e ritmi tribali, sulla scia dei lavori di Steve Roach e Byron Metcalf. Successivamente con l’album “The Dark Side of the Room” si sono avvicinati alle sonorità cosmiche della scuola di Berlino; infatti il titolo dell’album è un omaggio alla serie “The Dark Side of the Moog” di Klaus Schulze e Pete Namlook.

Gli ulteriori episodi “Liquid Dream” e “The Lighthouse Files” vedono invece un passaggio ad un ambient più rilassato e meno cupo della prima fase, con accenni New Age.

Il presente album “Into the Night” vede un ritorno al Dark Ambient, ma rivisto in forma più complessa dal punto di vista dell’elaborazione sonora e della registrazione. Si tratta di un concept in due parti; nel momento in cui sto scrivendo la seconda parte è già conclusa e sarà pubblicata a tempo debito.

Il tema dell’album è l’avvento dell’oscurità sulla Terra, inteso come il momento in cui le forze del male prendono il sopravvento sull’umanità. Questa fase è stata annunciata da molti anni e ne sono state date le più svariate interpretazioni.

In copertina c’è una foto del Ponte del Diavolo che si trova a Borgo a Mozzano, tra Lucca e la Garfagnana. Secondo la leggenda il ponte fu costruito da San Giuliano che, non riuscendo a completarlo per l’eccessiva difficoltà, chiese aiuto al diavolo in persona, promettendogli in cambio l’anima del primo essere vivente che vi fosse passato sopra. Una volta terminato il ponte, San Giuliano vi tirò sopra un pezzo di focaccia, attirandovi un cane e beffando così Satana.

Ora immaginate di attraversare il Ponte del Diavolo, di entrare nell’oscurità e di affrontare i demoni che vi tenteranno. Ne uscirete indenni ed integri o cederete alle lusinghe della tentazione?

Per chi vuole questo album sarà un viaggio iniziatico, ma per i meno esigenti sarà semplicemente un ennesimo album di musica Ambient molto cupo ed ossessivo: a voi la scelta.

Daniele Santini.

Novembre 2021.

Various Artists – Tibprod. Italy: The Catalogue, Vol. 1

Genre: Ambient, Drone, Electronic

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Track List

Volume 1

  1. Stockan kello – Mark O’Leary, Olavi Louhivuori, Teppa Hauta-aho
  2. Hevosenkengittäjä – Mark O’Leary, Olavi Louhivuori, Teppa Hauta-aho
  3. Let the Display Stabilize – Monday the Twentyfirsts

Volume 2

  1. Landing – Mark O’Leary, Jeff Herr, Søren Kjærgaard
  2. Expedition – Mark O’Leary, Jeff Herr, Søren Kjærgaard
  3. Alp2Cap – [p]v
  4. Iot Uma – [p]v
  5. Gam Uma – [p]v

Rufus Everett + Daniele Santini – Empty Talk Time

Empty Talk Time

Genre: Electronic, IDM

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Empty Talk Time

Non mi piace scrivere in merito alla musica che faccio, un po’ per pigrizia, ma anche perché credo che la musica debba parlare da sola, senza il filtro dell’interpretazione dell’artista.

Faccio un’eccezione, data la situazione contingente globale, ma soprattutto italiana.

Il titolo dell’album “Empty Talk Time” è stato ispirato da un video di Federico Cimaroli, a mio avviso un conferenziere e ricercatore spirituale che propone contenuti di grande spessore andando dritto al punto senza inutili retoriche.

“Empty Talk” è l’equivalente in inglese di “Aria Fritta”,  oppure facendo la traduzione letterale  significa discorso vuoto, senza contenuto. Una parte della popolazione ha ormai compreso che nei media mainstream si può dire tutto ed il contrario di tutto, facendo accettare comportamenti, giudizi e costumi sociali privi di qualsiasi logica. Il discorso cade sempre più in basso, ignorando la causa primaria ed analizzando invece dettagli privi di importanza.

Questo album, lo dico sinceramente, non è un capolavoro; troverete delle composizioni che sono state registrate tra maggio e luglio 2021 e che rispecchiano un senso crescente di angoscia dovuto al precipitare degli eventi. La parte ritmica è particolarmente curata grazie alla collaborazione con Rufus Everett. I precedenti lavori di Rufus Everett “Meaningless Music” e “More Meaningless Music” erano incentrati sulle destrutturazione musicale, cioè sulla perdita di significato nella musica, sia a livello di contenuti, sia a livello di composizione, un processo che sta avvenendo ormai da molti anni. Qui continuiamo volutamente nel  percorrere la strada già tracciata e quindi non troverete melodie, nè composizioni particolarmente complesse, ma solo un senso di attesa che cresce, a mano a mano che si prosegue con l’ascolto.

Daniele Santini

Agosto 2021.

Skema – Underskin Remixed

UNDERSKINREMIXED

Genre: Electronic, Ambient, Drones, Industrial

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Track List:

1. Jan-M. Iversen – Underskin Remixed Part 1 – 7:21

2.Dead Black Arms – Inked Urns – 2:20

3.Christian Di Vito – Underskin Remixed – 7:46

4.Adults With Chicks – Underskin Remixed – 3:34

5.Skema – Underskin Remixed – 44:42 

6.Jan-M. Iversen – Underskin Remixed Part 2 – 4:22


Underskin Remixed

This album is the result of the first TIBProd. Italy Remix Contest and contains original tracks by Jan-M. Iversen, Dead Black Arms, Christian Di Vito, Adults With Chicks and Skema.

Skema:

Stefano Sguerrini: original home-made samples

Daniele Santini: construction

Grey Lagoon – Syncretic

Genre: Progressive Rock, Canterbury

No Longer Available

Track List:

1 Latest News

2 Grey Vessels

3 We’re Not Real People We’re Just Cartoons

4 Syncretic

5 Bunch Of Money

6 Different

7 A Winter Day

8 All The Things Around Me

9 Two Years After

10 Distant Fires

11 Effe

12 Mechanical Heartbeat

13 Gloomy Lullaby


Fabrizio Calabrina: drums & percussion

Roberto Cruciani: bass & vocals

Massimo Calabrina: keyboards & pianos

Augusto Gozzo: pianos & keyboards

Jukka Salo: vocals

Marco Guidi: clarinet


A sparkling mixture of electro-acoustic sounds and dreaming Canterbury-like jazzy melodies & lyrics: Grey Lagoon from Italy with a hint of Finland with the powerful vocals delivered by Jukka Salo.

Progressive Art Rock with the elegance of classical music: the ultimate syncretic experience.

Max, Rob, Fab, Jukka & friends put their different musical styles and roots together to get to the climax! Deeply inspired by Canterbury Heroes like Richard Sinclair, Robert Wyatt, Hatfield & the North, Gong, Soft Machine, Matching Mole etc.) the Lagooners deliver a colorful bunch of musical pieces spanning from classical to jazz with all the nuances in-between.

Just to be Different!

Syncretic is the result of two years of soul-searching process.

Watch out: listening to this record causes addiction!